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Adriano Serafino – Critica alla semplificazione del ’69

Spesso è accaduto che si spiegassero i fatti del 1969 in una maniera piuttosto semplicistica. L’origine di quelle lotte invece ha radici profonde che nascono sì dalle influenze dei movimenti di quel periodo provenienti dal resto d’Europa, ma anche dallo spontaneismo di alcuni gruppi di lavoratori appartenenti a categorie -in alcuni casi – privilegiate (ad esempio i manutentori).

Vincenzo Elafro – Lotta per le impiegate

Tutte le impiegate assunte per una sostituzione di maternità venivano licenziate immediatamente dopo il rientro della persona sostituita. Per stravolgere questo regolamento e tutelarle, il Sindacato cominciò una lotta per fare in modo che queste lavoratrici fossero riconfermate. L’accordo fu raggiunto: per essere assunte a tempo indeterminato avrebbero dovuto impegnarsi per due anni in qualunque sede proposta dalla Fiat.

Adriano Serafino – Lo sciopero per le tute da lavare

Il reparto della lastroferratura era uno dei più attivi. Ci fu un episodio che fece da preambolo ad altri scioperi, ossia la contestazione sul lavaggio delle tute da lavoro. Quando la Fiat comunicò agli operai che avrebbero dovuto provvedere loro al lavaggio (a casa), ci fu la rivolta delle mogli. A quel punto, i lavoratori incassarono il veto delle donne e tornarono in fabbrica rifiutando le nuove disposizioni dell’azienda. Questo fu uno dei tanti stimoli che alimentarono le rivendicazioni di quel periodo, soprattutto sul tema dell’ambiente di lavoro.

Renata Bonino – Mansioni e lotte

Ogni impiegata dell’ufficio paghe doveva occuparsi di un numero preciso di operai. Svolgevano il conteggio delle ore di lavoro, ricavato dal controllo delle cartoline bollate, e da lì si effettuavano i calcoli per gli stipendi.
Per poter ottenere un incremento di personale, poiché il lavoro era ormai ingestibile nella sua quantità e intensità, cominciarono a eliminare dalle abitudini gli straordinari: questo permise di assumere altro personale.
Inoltre, per ottenere il V livello per le impiegate non diplomate, cominciò il blocco delle imbustazioni.

Liberato Norcia – Terrorismo e BR

La prima azione terroristica fu quella ai danni di Bruno Labate, sindacalista della CisNal, incatenato ai cancelli di Mirafiori. Inizialmente questa azione fu vista, da molti operai, come esemplare per punire chi in passato aveva esercitato, sotto forma di licenziamenti, il proprio potere. Successivamente, l’argomento fu trattato scrupolosamente e, grazie a questo, le posizioni della maggior parte degli operai tornarono su livelli ragionevoli e non violenti.