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Piero Fassino – Il 1980 e l’errore del sindacato

Nel 1980, quando la Fiat annuncia il licenziamento di 14.000 operai, la città si schiera dalla parte degli operai. L’azienda, rimasta isolata, propone quindi la cassa integrazione per 23.000 lavoratori; il sindacato non accetta la proposta e prosegue la sua lotta per i 35 giorni successivi. La posizione della città, a questo punto, cambia.

Bruno Canu – La schedatura dei lavoratori

Dopo l’esperienza in Fiat, molti lavoratori in cassa integrazione o già licenziati, ebbero molta difficoltà a trovare un nuovo lavoro. La Fiat, infatti, aveva schedato gli operai, o gli impiegati, che avevano militato nel sindacato o che si erano distinti in qualche modo durante le lotte. Ciò ebbe conseguenze molto gravi non solo sul piano impiegatizio, ma anche sul piano umano.

Bruno Canu – Il 1980

Il 1980 rappresenta il momento in cui la Fiat approfitta della debolezza dei lavoratori in lotta per ripristinare un sistema ormai superato da tempo e re imporre il suo dominio. L”80 viene vissuto come l’anno della sconfitta e, in parte, come l’occasione per una sorta di abbandono da parte della linea “dominante” del sindacato confederale verso gli operai e i delegati.

Lorenzo Gianotti – Un caleidoscopio del popolo italiano

Mirafiori era tutto: immigrati più o meno integrati, i cosiddetti “baròt” ancora legati all’attività agricola, i proprietari di alloggio, gli affittuari, i pendolari, e via dicendo. Inoltre c’era una grande differenza tra le officine e gli uffici, a livello sindacale oltre che sociale, il dialogo tra queste due categorie era poco praticato tranne che in alcune occasioni molto delicate, come la fase del terrorismo.

Dino Antonioni – Gli Indiani baracchini

Durante gli anni di lotta, viene fondato un movimento “creativo” denominato Gli Indiani Baracchini, il cui simbolo consisteva in una falce incrociata da una freccia. La posizione di questo movimento si contrapponeva a quella del Sindacato e aveva lo scopo di ottenere sette anni di cassa integrazione senza nessun genere di trattativa: una vera e propria forma di rifiuto del lavoro, una provocazione che rompeva gli usuali schemi di protesta portati avanti dagli altri movimenti più “tradizionali”.