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Cesare Cosi – I cortei interni

I cortei interni rappresentavano un momento molto importante durante la lotta operaia. Spesso capitava che reparti diversi si unissero per creare cortei più grandi, non solo per una questione di “voce più grossa”, ma anche perché la gente che vi partecipava aveva la possibilità di vedere anche altri reparti dello stabilimento, cosa che altrimenti le era preclusa.

Cesare Allara – Berlinguer ai cancelli

Il Pci oscillava tra due linee: quella favorevole all’occupazione della fabbrica e quella contraria. Norcia pose la famosa domanda al segretario del partito proprio per stanare una risposta precisa. La risposta di Berlinguer provocò una serie di conseguenze nei giorni a seguire, titoli accusatori sui giornali e bagarre interne; ma questo portò anche la solidarietà delle cooperative emiliane che spedirono pacchi di viveri per gli operai impegnati nell’occupazione.

Pino Farris – La marcia dei 40.000

Durante i 35 giorni vengono aperte alcune porte dello stabilimento che prima erano sempre rimaste chiuse, aumentando la difficoltà dei presidi operai. Contestualmente, molti operai provenienti da altre regioni mostrano la loro solidarietà recandosi ai cancelli di Mirafiori per aiutare quelli torinesi. La manifestazione dei 40.000 impiegati segna la resa del movimento operaio, ma soprattutto dei sindacati.

Ines Arciuolo – L’unione di forze

Durante uno sciopero nel reparto verniciatura, il capo officina delle carrozzerie spegne le macchine e “rimette in libertà” gli operai, obbligandoli a smettere di lavorare. Questa era una strategia per portare i due reparti in conflitto e diminuire così il potere operaio. L’esito ottenuto però, è opposto: l’esasperazione comune crea unione tra i reparti e dà vita ad un corteo ancora più forte.

Pino Farris – I cortei interni

I cortei, ancora prima di uscire dalla fabbrica, erano soprattutto interni. L’organizzazione avveniva di reparto in reparto: all’epoca era semplice spostarsi all’interno della fabbrica poiché ogni officina era collegata l’una con l’altra. Quando però l’Azienda chiuse le gallerie sotterranee e isolò i singoli reparti, i cortei interni rimanevano circoscritti a zone delimitate.