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Bruno Canu – La schedatura dei lavoratori

Dopo l’esperienza in Fiat, molti lavoratori in cassa integrazione o già licenziati, ebbero molta difficoltà a trovare un nuovo lavoro. La Fiat, infatti, aveva schedato gli operai, o gli impiegati, che avevano militato nel sindacato o che si erano distinti in qualche modo durante le lotte. Ciò ebbe conseguenze molto gravi non solo sul piano impiegatizio, ma anche sul piano umano.

Vincenzo Elafro – Lotta per le impiegate

Tutte le impiegate assunte per una sostituzione di maternità venivano licenziate immediatamente dopo il rientro della persona sostituita. Per stravolgere questo regolamento e tutelarle, il Sindacato cominciò una lotta per fare in modo che queste lavoratrici fossero riconfermate. L’accordo fu raggiunto: per essere assunte a tempo indeterminato avrebbero dovuto impegnarsi per due anni in qualunque sede proposta dalla Fiat.

Bruno Canu – La punizione

Impegnato sulla linea della Fiat 850, Canu assiste ad una scena inaccettabile: di fronte alla necessità di recarsi in bagno, un operaio accanto a lui vede rifiutarsi la sostituzione e si vede costretto ad abbandonare la sua postazione. Canu blocca le linee, sostenuto dai colleghi, richiedendo la presenza del “jolly”. Il giorno dopo lo mandano sulla linea della Fiat 500, basata su tempi di lavoro più rapidi e pesanti.

Bruno Canu – Il 1980

Il 1980 rappresenta il momento in cui la Fiat approfitta della debolezza dei lavoratori in lotta per ripristinare un sistema ormai superato da tempo e re imporre il suo dominio. L”80 viene vissuto come l’anno della sconfitta e, in parte, come l’occasione per una sorta di abbandono da parte della linea “dominante” del sindacato confederale verso gli operai e i delegati.