Archivi tag: Presenza femminile

Pino Farris – Una cattiva gestione delle conquiste

Alla fine degli anni ’70, dopo aver conquistato: un ridimensionamento dei tempi di lavoro, la pausa fisiologica di venti minuti ed altri diritti basilari per una migliore qualità della vita in fabbrica, si è visto, da parte di alcuni operai – quelli meno coscienti – un atteggiamento controproducente e irresponsabile.

Renata Bonino – Mansioni e lotte

Ogni impiegata dell’ufficio paghe doveva occuparsi di un numero preciso di operai. Svolgevano il conteggio delle ore di lavoro, ricavato dal controllo delle cartoline bollate, e da lì si effettuavano i calcoli per gli stipendi.
Per poter ottenere un incremento di personale, poiché il lavoro era ormai ingestibile nella sua quantità e intensità, cominciarono a eliminare dalle abitudini gli straordinari: questo permise di assumere altro personale.
Inoltre, per ottenere il V livello per le impiegate non diplomate, cominciò il blocco delle imbustazioni.

Bruno Canu – Le donne in fabbrica

In lastroferratura le donne erano pressoché assenti. Ci sono state delle “ondate” di assunzioni negli anni. I luoghi dove si poteva riscontrare una presenza femminile più cospicua erano in carrozzeria, alle sellerie, ai montaggi. Le donne dimostravano molta determinazione nelle lotte, ma anche più razionalità e ciò ha comportato una ottima collaborazione tra i generi.