Archivi tag: Solidarietà

Piero Fassino – Il 1980 e l’errore del sindacato

Nel 1980, quando la Fiat annuncia il licenziamento di 14.000 operai, la città si schiera dalla parte degli operai. L’azienda, rimasta isolata, propone quindi la cassa integrazione per 23.000 lavoratori; il sindacato non accetta la proposta e prosegue la sua lotta per i 35 giorni successivi. La posizione della città, a questo punto, cambia.

Cesare Allara – Le provenienze regionali

L’arrivo in massa degli immigrati dal sud Italia vide lo sviluppo di due atteggiamenti diversi: da un lato forme di razzismo, più o meno spiccate, da parte di immigrati già stanziali a Torino e quindi “sospettosi” dei nuovi arrivati, e dal piemontese ben radicato. Dall’altra, dopo un periodo di assestamento si capì che si combatteva contro lo stesso nemico, per cui divenne semplice dare origine ad un movimento unitario.

Bruno Canu – La punizione

Impegnato sulla linea della Fiat 850, Canu assiste ad una scena inaccettabile: di fronte alla necessità di recarsi in bagno, un operaio accanto a lui vede rifiutarsi la sostituzione e si vede costretto ad abbandonare la sua postazione. Canu blocca le linee, sostenuto dai colleghi, richiedendo la presenza del “jolly”. Il giorno dopo lo mandano sulla linea della Fiat 500, basata su tempi di lavoro più rapidi e pesanti.

Pino Farris – L’avvicinamento all’attività politica

Nel ’69-’70 Farris si avvicina all’attività politica militando nello Psiup (Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria), con il quale era venuto a contatto conoscendo alcuni ragazzi di Chieri, cittadina in cui risiedeva. I problemi di convivenza, di igiene e conseguente disagio sorti nella comunità salesiana che lo ospitava, sono alla base di un interessamento alla difesa dei diritti suoi e dei compagni, fino ad allargarsi verso una più ampia attività che arriverà fino ai cancelli della fabbrica.

Cesare Allara – Berlinguer ai cancelli

Il Pci oscillava tra due linee: quella favorevole all’occupazione della fabbrica e quella contraria. Norcia pose la famosa domanda al segretario del partito proprio per stanare una risposta precisa. La risposta di Berlinguer provocò una serie di conseguenze nei giorni a seguire, titoli accusatori sui giornali e bagarre interne; ma questo portò anche la solidarietà delle cooperative emiliane che spedirono pacchi di viveri per gli operai impegnati nell’occupazione.