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Pino Farris – L’arrivo a Torino e l’assunzione in Fiat

Nell’ottobre del 1968 Farris arriva a Torino da un piccolo paese della Sardegna. Insieme ad altri ragazzi, suoi corregionali, viene introdotto nel mondo Fiat grazie ad un prete che stringeva relazioni con la direzione dell’azienda. Assunto come manutentore meccanico alle presse, presto viene in contatto con il mondo operaio e i primi movimenti di protesta.

Gianni Panosetti – Gli impiegati evitano lo sciopero

Siamo nel novembre del ’69: gli operai si organizzano in scioperi a scacchiera distribuiti per i reparti e si organizzano per picchettare i cancelli dall’interno, allo scopo di favorire una maggiore adesione allo sciopero da parte degli impiegati. Su una probabile sollecitazione dei capi, invece, molti impiegati entrano negli uffici durante la notte, evitando l’incontro con gli operai ai cancelli.

Vincenzo Elafro – Lotta per le impiegate

Tutte le impiegate assunte per una sostituzione di maternità venivano licenziate immediatamente dopo il rientro della persona sostituita. Per stravolgere questo regolamento e tutelarle, il Sindacato cominciò una lotta per fare in modo che queste lavoratrici fossero riconfermate. L’accordo fu raggiunto: per essere assunte a tempo indeterminato avrebbero dovuto impegnarsi per due anni in qualunque sede proposta dalla Fiat.

Adriano Serafino – Lo sciopero per le tute da lavare

Il reparto della lastroferratura era uno dei più attivi. Ci fu un episodio che fece da preambolo ad altri scioperi, ossia la contestazione sul lavaggio delle tute da lavoro. Quando la Fiat comunicò agli operai che avrebbero dovuto provvedere loro al lavaggio (a casa), ci fu la rivolta delle mogli. A quel punto, i lavoratori incassarono il veto delle donne e tornarono in fabbrica rifiutando le nuove disposizioni dell’azienda. Questo fu uno dei tanti stimoli che alimentarono le rivendicazioni di quel periodo, soprattutto sul tema dell’ambiente di lavoro.

Carlo Olmo – Uno spazio “bellico”

Il progetto si definisce nel 1936 e la prima parte dello stabilimento viene inaugurata il 1° maggio 1939. La sua struttura viene già pensata come uno spazio “bellico”, ossia conforme ad una serie di esigenze dovute, appunto, al periodo: sotterranei utilizzati come rifugi, binari che entravano direttamente nei sotterranei, grandi spazi estesi poco centrabili dai bombardamenti e così via.